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Come aprire un bar nel 2026: tutto quello che devi sapere

Il bar è il locale più diffuso in Italia — e uno dei più rischiosi da aprire senza una pianificazione seria. Questa guida ti dà i numeri reali, i permessi necessari e gli errori da evitare prima di firmare qualsiasi contratto.

In sintesi

  • Budget indicativo: da 40.000€ a 150.000€ a seconda del modello e della città.
  • Permessi obbligatori: SCIA al SUAP, requisito SAB, notifica ASL e piano HACCP.
  • La macchina da caffè professionale si può ottenere in comodato d'uso gratuito dal fornitore.
  • Il vero margine non è sul caffè ma su cornetti, panini, aperitivi e prodotti ad alto markup.

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1. Che tipo di bar vuoi aprire?

La prima decisione cambia tutto: investimento, attrezzatura, permessi e tipo di clientela dipendono dal modello che scegli.

  • Bar tradizionale: caffetteria + cornetti, aperto la mattina. Il modello più classico, richiede una posizione ad alto passaggio pedonale. Margini bassi sul caffè, compensati dai volumi.
  • Bar con cucina / gastronomia: aggiunge panini, toast, piatti del giorno. Permette margini migliori ma richiede più personale e una cucina attrezzata.
  • Bar tabacchi: richiede una concessione tabacchi separata (concessa da ADM — Agenzia delle Dogane e Monopoli). Le concessioni sono limitate e si ottengono tramite bando o acquistando un'attività già avviata.
  • Cocktail bar / aperitivo: target serale, scontrino medio più alto. Richiede bartender qualificato e una proposta drink curata.
  • Bar con dehors: qualsiasi tipo di bar può avere i tavolini all'esterno, ma serve un'autorizzazione separata dal Comune (OSP — Occupazione Suolo Pubblico).

2. Permessi e licenze per aprire un bar

Un bar è un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. I permessi principali sono gli stessi di un ristorante, con alcune differenze:

  • SCIA al SUAP comunale: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività si presenta al Comune. Puoi aprire dal giorno stesso della presentazione.
  • Requisito SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande): almeno uno tra titolare, soci o preposto deve avere questo requisito professionale, ottenuto tramite corso specifico o esperienza documentata nel settore.
  • Notifica sanitaria ASL: per la registrazione dell'attività alimentare. In alcune regioni è unificata con la SCIA.
  • Piano HACCP: obbligatorio per legge, redatto da un consulente. Definisce le procedure igieniche per ogni fase di preparazione e somministrazione.
  • Licenza SIAE: obbligatoria se trasmetti musica (anche la radio in sottofondo).
  • Autorizzazione OSP: se vuoi tavoli all'esterno, serve l'autorizzazione per l'occupazione del suolo pubblico dal Comune.

3. Costi per aprire un bar: i numeri reali

I costi variano molto in base alla città e alle condizioni del locale, ma ecco le voci che trovi in ogni apertura:

  • Ristrutturazione e lavori: da 0€ (locale già attrezzato) a 60.000€+. Se prendi un bar già avviato, risparmi molto su questa voce.
  • Macchina da caffè professionale: 3.000–15.000€ (acquisto) oppure in comodato d'uso gratuito dal fornitore di caffè — valuta questa opzione prima di comprare.
  • Attrezzatura bar completa: frigoriferi, banco bar, lavastoviglie, forno per pasticceria, blender — 15.000–35.000€.
  • Arredi e insegna: 8.000–25.000€.
  • Deposito cauzionale: solitamente 3-6 mesi di affitto anticipati.
  • Licenze, pratiche, consulenti: 2.000–5.000€.
  • Fondo cassa iniziale (3 mesi costi fissi): 10.000–25.000€.

Totale indicativo: da 40.000€ a 150.000€ a seconda del modello e della città.

4. I costi fissi mensili di un bar

  • Affitto: 800–5.000€/mese a seconda della posizione e della metratura. La posizione è tutto in un bar — vale pagare di più per un locale trafficato.
  • Personale: un barista qualificato costa al datore 1.800–2.500€/mese lordi inclusi contributi.
  • Materie prime: caffè, latte, cornetti, bibite — idealmente sotto il 30% del fatturato.
  • Utenze: 400–1.200€/mese.
  • Commercialista: 250–500€/mese.

5. Gli errori più comuni di chi apre un bar

  • Scegliere la posizione per il prezzo basso dell'affitto: un bar in una via poco trafficata non si riempie mai, anche con il miglior caffè della città. Il traffico pedonale è il primo indicatore da valutare.
  • Sottovalutare il costo del personale: un bar da soli non si gestisce. Calcola sempre il costo di almeno un dipendente part-time nei primi mesi.
  • Affidarsi al solo caffè: il margine sul caffè è bassissimo (spesso sotto i 0,80€ netti a tazzina). Il vero guadagno viene da cornetti, panini, aperitivi e prodotti ad alto margine.
  • Non negoziare con il fornitore di caffè: molti torrefattori offrono la macchina da caffè in comodato, formazione e supporto tecnico. Confronta almeno 3 fornitori prima di decidere.
  • Aprire ad agosto o a dicembre: i mesi estivi e le feste portano calo di clientela nei bar da ufficio. Il momento migliore per aprire è settembre o marzo.

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